Tra torri medievali e panorami mozzafiato, il monte Bargiglio fece tremare signori e condottieri…
Cosa vedrebbero oggi gli antichi guardiani dal loro osservatorio di pietra? Lo stesso panorama che lascia senza fiato i moderni escursionisti: dalle Apuane scolpite dal tempo alle fortezze della Garfagnana, fino al luccichio del Tirreno. Non per nulla lo chiamano “l’Occhio di Lucca” – qui la storia si legge a volo d’aquila.
Nuvole di segnali di fumo, fuochi notturni che accendevano la valle: questa torre-sentinella dei Suffredinghi (signori longobardi ribelli a Lucca) era l’antica internet medievale. Ma la sua vera gloria arriva con Castruccio Castracani, il condottiero che nel 1339 ne fece un’avamposto bellico. Sapete come si comunicava un assedio vittorioso? Con salve di artiglieria il cui rombo arrivava fino a Piazza Napoleone!
Gli scavi dell’Università dell’Aquila hanno svelato un segreto: la torre che vediamo oggi è solo l’ultimo strato di una matrioska storica. Tre fasi costruttive si nascondono sotto la vegetazione:
Dopo secoli di battaglie (e un colpo di teatro: i discendenti di Castracani che si riprendono il castello di nascosto!), nel 1372 Lucca decide di radere tutto al suolo. Ma come un’araba fenice, risorge nel 1468 con mura a scarpa e solai lignei – guardate le buche circolari nelle pareti, erano i punti d’appoggio delle travi!
Ad oggi, salire sulle pendici del monte Bargiglio è assai semplice e alla portata di tutti. Giunti a Borgo a Mozzano (LU) si sale per una decina di km sino a raggiungere il borghetto di Cune dove possiamo comodamente parcheggiare la macchina. Già dalla piazzetta principale possiamo vedere il monte con i resti della torre.
Il sentiero nel bosco non è ben segnalato, però è abbastanza intuibile, e ci regala scorci interessanti anche sull’oratorio di San Bartolomeo.
Comunque, entro un’oretta di salita si può raggiungere la cima del Bargiglio e godersi uno stupendo panorama a 360.