Monte Mottac – Parco Nazionale della Val Grande

Bellissima escursione di due giorni in una delle zone più severe e selvagge del Parco Nazionale della Val Grande. Due giorni di profumi intensi di erbe aromatiche, di alpeggi abbandonati, di animali selvatici e di contrasti cromatici che sembrano dipinti.

Il cammino attraversa dapprima boschi infiniti di faggi secolari, poi man mano che si sale si alternano bellissime malghe e la vista spazia lontano. Dritti verso la cima del Tignolino, ma all’ultimo lo si sfila attraverso il Passo di Nava. Poi via lungo un bosco di larici e giovani piante di sorbo selvatico, habitat perfetto per i galli forcelli. Il battito improvviso e fragoroso delle ali ti tiene sempre col cuore in gola. Alpe Rina arroccata al margine di una immensa frana rocciosa ricorda un villaggio del film Highlander. C’è anche un rifugio molto accogliente e tenuto perfettamente in ordine. Ideale per passarci prima o poi una notte di fianco alla stufa accesa. Poi arriva Alpe Menta disposta in un immenso anfiteatro di cime. Il Passo Di Tri Omen è li in alto sulla sinistra. Ma si prende per la famosa scala di Ragozzale. E’ una testimonianza della fatica e dei sacrifici che vivevano costantemente gli alpigiani per entrare in valle a caricare gli alpeggi. La scala aggrappata a pareti rocciose strapiombanti, si apre un passaggio scavato nella roccia che ti scaraventa direttamente sopra Alpe Ragozzale e domina dall’alto mezza Val Grande. Dalla terrazza del rifugio il panorama è immenso e ti senti in cima al mondo. Acqua purtroppo non c’è. Chi vuole fermarsi qui a dormire deve portarsela dietro da Menta. Da qui si vede bene il tragitto che ancora ci aspetta, sembra vicino. Ma ben presto ci si accorge che quella lunga dorsale che porta al Mottac non è morbida e facile come sembra, ma in realtà è un susseguirsi di sali e scendi in mezzo ad un mare di rocce, con alcuni passaggi dove bisogna prestare attenzione. L’Alpe Mottac con il suo rifugio ci appare all’improvviso in tutta la sua bellezza, incastonata li al centro della Val Grande come una gemma che domina su tutto. La vista è strepitosa. Da qui si coglie perfettamente la bellezza selvaggia e aspra del Parco. Non ha prezzo sedersi sull’erba secca di fronte al Rifugio, rimanere li ad ammirare tutto intorno questa bellezza travolgente nel silenzio più assoluto  e lasciarsi trasportare dai sogni. Il rifugio è spartano ma caldo, accogliente e perfetto per passarci una bella serata in compagnia davanti al fuoco.

Al mattino si ripercorre a ritroso solo il primo tratto di sentiero, poi invece di tornare verso Ragozzale si piega a destra verso il Passo di Basagrana, la porta Nord del Parco Nazionale della Val Grande che divide la valle senza tempo dalla vita quotidiana. Una bella pausa su questa bocchetta di prato erboso ad ammirare il panorama  spettacolare e poi giù verso valle. Una tappa d’obbligo al Rifugio gestito di Parpinasca per una merenda in compagnia. Un bicchiere di quello buono, qualcosa da stuzzicare e mille immagini dentro di noi, concludono questa meravigliosa gita.

Questa escursione è forse la più bella di tutta la Val Grande, maestosa. Da non perdere

E’ comunque per escursionisti che sono abituati a camminare diverse ore. Ha uno sviluppo complessivo di 21,8 km per un dislivello positivo di 2.185 m.

Punto d'incontro
Informazioni tecniche
Distanza 21,8 Km
Dislivello Salita 2185 metri
Abbigliamento da montagna
Durante questa escursione potrai visitare
Organizzata da
Professionale

Luca Martino

  • Guida Ambientale Escursionistica
  • Guida MTB
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Info
Escursione su richiesta
Nazione Italia
Regione Piemonte
Provincia Verbania (VB)
Luogo Parco Nazionale della Val Grande
Mappa
Orario 07:00 - 18:00
Tipologia di escursione Trekking
Difficoltà EE:Escursionisti Esperti
Costo 50