Da Firenze a Ravenna lungo le tracce di Dante Alighieri

Esattamente sette secoli fa, nel 1221, moriva il sommo poeta Dante Alighieri. L’associazione ravennate “Cammino di Dante” ha recentemente creato un percorso ad anello che da Ravenna arriva sino a Firenze, città natale del poeta, e ritorno. Il Cammino ha una lunghezza di circa 380km, integralmente segnati, fattibili in una ventina di giorni. Non avendo a disposizione venti giorni ho optato per il semianello da Firenze a Ravenna.

Punto ideale di partenza a Firenze è la Casa-Museo di Dante ospitata nei palazzi che erano di proprietà della famiglia Alighieri ed in cui nacque lo stesso poeta. Nella Casa-Museo non solo si può scoprire la vita di Dante e le sue opere ma, grazie a videoproiezioni e schemi touch, si può conoscere la realtà politica, economica e culturale della Firenze della seconda metà del XIII secolo.

Lasciata Firenze il Cammino comincia a salire verso l’Appennino sino a giungere sullo spartiacque tosco-romagnolo. Nei primi quattro giorni si attraversa la zona del casentino. Si toccano piccoli ma accoglienti borghi quali Rignano sull’Arno, Prato di Strada, Poppi (ove Dante trovo ospitalità nei primi mesi del suo esilio presso i Conti Guidi) e Pratovecchio. Meritano una sosta le due grandi abbazie che si incontrano lungo il Cammino: l’Abbazia di Vallombrosa ed il Sacro Eremo di Camaldoli. Entrambe hanno una storia millenaria e sono circondate da vastissime foreste che per secoli hanno protetto e isolato i monaci dal mondo esterno. Attualmente queste foreste di faggio e abete bianco rappresentano una delle formazioni forestali di maggiore estensione dell’intera Europa meridionale e sono parte integrante del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Il Cammino inoltre costeggia il settore meridionale della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, uno scrigno di biodiversità talmente importante che è stato inserito nell’elenco dei beni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Si raggiunge la vetta di Monte Falco (1657 m s.l.m.) che non solo rappresenta la massima quota del Cammino ma anche l’inizio della discesa verso la Romagna. Qui troviamo i minuscoli borghi di Premilcuore, Portico di Romagna (città di origine di Beatrice Portinari, la Beatrice che accompagnerà Dante nel Paradiso) e Dovadola (citata nell’Inferno dantesco). Queste sono le ultime tappe di montagna in cui si incontrano alcuni geositi di notevole interesse come la Grotta Urlante, una marmitta dei giganti scavata dal fiume Rabbi, e il Vulcano d’Inferno, per secoli ritenuto il vulcano attivo più piccolo del mondo ma che in realtà è una risalita di gas naturali che a contatto con l’aria prendono fuoco. Giunti a Forlì si abbandonano definitivamente le montagne e, seguendo gli argini del Montone, si entra a Ravenna.

La città di Ravenna, metà finale di questo Cammino, ospita la tomba di Dante. Il poeta negli ultimi anni della sua travagliata vita trovò finalmente la possibilità di fermarsi a Ravenna ed ebbe così modo di terminare la sua Commedia. Per chi poi volesse fermarsi a Ravenna consiglio di andare alla tomba di Dante in serata in quanto vi si svolgono le letture pubbliche della Divina Commedia.

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