Sono Francesco Calderoni, una guida ambientale escursionistica professionale e oggi vi voglio dare alcuni consigli per andare in escursione.
Quando si affronta un’escursione, l’equipaggiamento non è un aspetto secondario ma una componente fondamentale che incide direttamente sulla sicurezza, sul comfort e sulla qualità dell’esperienza. Nel tempo, camminando tra la Murgia e le gravine, ho potuto osservare come la maggior parte delle difficoltà incontrate durante il trekking non dipenda dal percorso in sé, ma da una preparazione inadeguata o da una sottovalutazione delle condizioni ambientali.
Uno degli elementi più importanti è la scelta delle calzature. Una buona scarpa da trekking, con suola scolpita e adeguata stabilità, rappresenta la base imprescindibile per muoversi su terreni spesso irregolari e su substrati calcarei che possono risultare scivolosi. L’uso di scarpe non idonee, come semplici calzature sportive da città, aumenta significativamente il rischio di infortuni e perdita di equilibrio.
Anche lo zaino deve essere organizzato in modo essenziale ma completo. È fondamentale portare con sé una quantità adeguata di acqua, mai inferiore a un litro e mezzo per le escursioni di media durata, insieme a una giacca leggera antivento o impermeabile, un piccolo kit di primo soccorso e qualche alimento energetico semplice come frutta secca o barrette. L’obiettivo è mantenere un equilibrio tra leggerezza e autonomia.
Un altro aspetto decisivo riguarda l’abbigliamento. Il sistema a strati resta la soluzione più efficace per adattarsi ai cambiamenti climatici, spesso repentini soprattutto nelle aree della Murgia e delle gravine. Indossare uno strato traspirante a contatto con la pelle, uno intermedio termico e un guscio esterno protettivo consente di modulare facilmente la temperatura corporea durante il cammino.
La sicurezza passa anche dalla capacità di orientamento e dalla consapevolezza del percorso. Anche su sentieri segnati è buona pratica scaricare mappe o tracce GPS offline, verificare preventivamente il tracciato e comunicare a qualcuno il proprio itinerario. Queste semplici abitudini riducono sensibilmente i rischi in caso di imprevisti.
In contesti come quelli pugliesi e lucani, inoltre, non va mai sottovalutata l’esposizione al sole e al caldo. Un cappello, una protezione solare adeguata e una corretta gestione dell’idratazione sono elementi essenziali, soprattutto durante le stagioni più calde. È preferibile bere piccoli sorsi d’acqua a intervalli regolari piuttosto che attendere di avvertire la sete.
Infine, un aspetto spesso trascurato ma decisivo è la tecnica di cammino. Un passo costante, regolare e controllato è molto più efficace della velocità. Il trekking non è una prova di resistenza alla velocità, ma un esercizio di gestione dell’energia e di adattamento al terreno.
Camminare in natura significa entrare in relazione con l’ambiente che ci circonda, ma questa relazione funziona solo se è sostenuta da consapevolezza e preparazione. L’equipaggiamento corretto non limita la libertà, al contrario la rende possibile e sicura, permettendo di vivere il territorio in modo più profondo e autentico.