|
Tipologia
attività
Escursionismo
| Regione
Lazio
| Comune
Comune di Amatrice (RI)
| Bambini
al seguito
bambini NO
 |
Riferimenti per questa attività

Marco Belfare - Guida Escursionistica G.A.E. (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) - Guida Escursionistica associazione s.f.l. “Appunti di Viaggio – Escursionismo & Outdoor”, - Riferimenti: e-mail "marco.belfare@escursionismo.it" - cell. 366.54.50.812
|
|
Denominazione
itinerario
Monte Gorzano (2458m), la più alta vetta del Lazio e della Laga
Condizioni meteo in tempo reale
Grado
di difficoltà
EE

Caratteristiche
del tracciato
Attenzione: la descrizione del presente itinerario si riferisce di norma alla sua percorribilità nel periodo compreso tra maggio e ottobre. La presenza di neve e/o ghiaccio in quota può modificare completamente il grado di difficoltà dell'itinerario e renderlo sconsigliabile a chi non sia in possesso delle conoscenze specifiche, di una idonea preparazione fisica e dell'attrezzatura tecnica adatta al severo ambiente invernale. Sentiero di alta montagna con percorso discretamente battuto per via dell’elevata frequentazione anche se non sempre ben tracciato. I vecchi segnavia di vernice rossa presenti sono discontinui e a volte poco evidenti, anche se alcune indicazioni su pali di legno si possono trovare presso alcuni dei bivi più importanti: è comunque in corso da parte del CAI e dell’Ente Parco la riverniciatura con il classico “rosso-bianco-rosso” Fino all’incrocio dei sentieri di Quota 1559, poco più a monte della sorgente di Piani Fonte, si possono seguire le indicazioni del Sentiero Italia. E’ necessario comunque a volte porre attenzione nel seguire la traccia dell’itinerario. Segnavia CAI: parziale S.I. + n° 365
Indicazione
comprensorio geografico
Settore Laziale dei Monti della Laga
Indicazione
area protetta
Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga
Descrizione
comprensorio geografico
Scarsamente interessati dai maggiori flussi turistici, nonché sufficientemente lontani dalle grandi metropoli, i Monti della Laga continuano a essere al giorno d'oggi poco conosciuti e poco frequentati. Ed è forse proprio per questo motivo che essi rappresentano senza ombra alcuna di dubbio una delle zone più selvagge e suggestive dal punto di vista naturalistico di tutta la catena appenninica. L’intero comprensorio è incluso in un contesto protetto ben più vasto e denominato “Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, istituito nel 1991 con una superficie di circa 150.000 ettari. Queste montagne formano una catena piuttosto lunga con una sola linea di cresta, distesa pressappoco per 30 km da N a S, e posta fra il gruppo dei Monti Sibillini ed il comprensorio del Gran Sasso, coprendo nel complesso un'area di circa 535 kmq. Si trovano collocati sul territorio delle regioni del Lazio, delle Marche e dell'Abruzzo, ricadenti nelle province di Rieti, Ascoli Piceno, Teramo e l'Aquila. I loro confini geografici corrispondono a N al corso del fiume Tronto, netta linea di demarcazione con i limitrofi Monti Sibillini, mentre a S sono rappresentati dal fiume Vomano, che a sua volta separa i Monti della Laga dal gruppo del Gran Sasso. Ad W il confine è rappresentato ancora dal Tronto fino ad Amatrice e dalla sponda occidentale del lago di Campotosto. Ad E il limite si fa coincidere con le colline del teramano e la valle del Torrente Castellano. I Monti della Laga si distinguono nettamente dai vicini comprensori appenninici per la loro natura arenaceo-marnosa, talmente unica nel suo genere da essere definita dai geologi come "formazione della Laga". Difatti, differentemente dagli altri gruppi montuosi dell'Italia peninsulare, costituiti prevalentemente da masse compatte di calcaree altamente permeabili all'azione delle acque, qui le caratteristiche principali sono al tempo stesso la modellabilità e l'elevata impermeabilità delle rocce. Proprio le rocce stesse quindi, molto più tenere e plastiche rispetto al calcare, subiscono dei processi fisici che, ieri come oggi, portano sulla Laga un'incessante opera modificatrice delle forme del paesaggio. L’azione erosiva delle acque correnti superficiali di dilavamento e di quelle fluviali sulle marne e sulle arenarie si esplica sia attraverso fenomeni di intensa denudazione per “ruscellamento diffuso”, sia attraverso processi di “ruscellamento concentrato” che hanno dato origine nel corso di migliaia di anni a solchi vallivi profondi ed incassati chiamati localmente “fossi”. L’intensità e i modi diversi con cui si verificano i fenomeni di erosione, in relazione anche alle differenti variazioni climatiche, si riflette nell’aspetto attuale del massiccio profondamente diverso a seconda dei versanti: dolce ed arrotondato nel versante abruzzese, più aspro in quello marchigiano, mentre il versante laziale si presenta più ripido e brullo nella sua metà meridionale e più dolce e verde nella sua metà settentrionale. In conseguenza di tutto, ciò sulla Catena della Laga le acque non penetrano nel sottosuolo, ma vi scorrono sopra, dando origine ad un complesso reticolo idrografico di superficie con un'abbondanza d'acqua assolutamente singolare per il contesto appenninico. Il risultato è la Laga, il magico regno delle acque: un mondo affascinante senza eguali, fatto di acque impetuose che ruscellano dai fianchi delle montagne, scavando forre e canaloni, in un'incredibile susseguirsi di cascate, salti, scivoli, lastronate, torrenti vorticosi, gole e canyon spumeggianti, rigagnoli, sorgenti, laghetti e pozze d'acqua limpida.
Come
arrivare
Dalla SS n°4 “Salaria”, provenienti da Roma o Rieti in direzione di Ascoli Piceno, si prende la SS n°577 e, oltrepassata Amatrice, si prosegue verso Campotosto. Dopo circa 5 km da Amatrice si prende il bivio sulla destra con indicazioni per Capricchia-Preta. Giunti alle poche case di Capricchia, si gira subito a destra tra alcune vecchie abitazioni, e si segue con attenzione una lunga e stretta strada, asfaltata anche se non in buone condizioni, che dopo diversi tornanti, raggiunge a quota 1384m l’ampio parcheggio del Santuario del Sacro Cuore dove si devono lasciare le autovetture.
Descrizione
dell'itinerario di ANDATA
Dal parcheggio del Sacro Cuore (1384m), per lo Stazzo di Selva Grande (1545m), la Sorgente di Piani Fonte (1559m), le Coste di Selva Grande, lo Stazzo di Monte Gorzano (1882m), il Valico della Cipollara (2041m), la Cresta W del Gorzano e l’Anticima di quota 2252m.
Descrizione
dell'itinerario di RITORNO
Andata e ritorno per la stessa via
Tracciatura
GPS
-
PC: cliccare col tastro destro sul link e scegliere "Salva oggetto con nome..." - MAC: cliccare sul link
Sviluppo
planimetrico
11 km | Dislivello
complessivo in SALITA
1074 m | Dislivello
complessivo DISCESA
Idem
Tempo
percorrenza totale (and/rit - soste escluse)
Circa 3,00 ore per l’andata e 2,30 per il ritorno
Pendenza
media (in %)
20% di media, con tratti anche del 25-30% lungo la cresta W | Profilo
altimetrico
Descrizione
itinerario
Alcune centinaia di metri prima dello slargo presso il Santuario del Sacro Cuore, si segue una carrareccia sulla destra che entra subito nel bosco. Dopo poche centinaia di metri si trascura la traccia sulla sinistra, che scende gradualmente verso il Fosso di Selva Grande, e si segue invece il sentiero sulla destra, (alcune indicazioni su di un sasso), che dopo circa 1,5km ed alcuni tornanti, supera il Colle del Vento ed arriva ad una radura. Dopo aver superato la sorgente di Piani Fonte (1545m), posta sulla destra del percorso a circa 0,40’ dalla partenza, ed aver attraversato un piccolo ruscello, si giunge al bivio di quota 1559m dove si deve prendere il sentiero che sale sulla destra, facendo ben attenzione a non procedere dritti lungo le tracce che continuano in piano. Con numerose svolte l’itinerario risale i pendii ripidi della Selva Grande, esce dalla faggeta e raggiunge il dosso erboso e panoramico a quota 1882m dove si trovano i resti dello Stazzo di Gorzano, (circa 1,10 h dalla partenza). A questo punto si continua a seguire il sentiero che dirige a S, supera a monte il Fosso di Valle Conca e conduce alla Selletta della Cipollara collocata a quota 2041m, (circa 1,30 h dalla partenza), in corrispondenza dell’attacco della Cresta W del Gorzano. Rimangono ora da seguire, sulla destra della Selletta della Cipollara, le tracce che risalgono integralmente i circa 2km della lunga Cresta W del Gorzano, facendo ben attenzione nel percorrerne la prima parte a non spostarsi troppo sulla sua sinistra. L’itinerario procede così risalendo il ripido e faticoso filo di cresta, privo comunque di difficoltà tecniche e passaggi esposti, raggiungendo la vetta del Monte Gorzano a quota 2458m (circa 2,50 h dalla partenza). Per il ritorno si segue fedelmente il percorso dell’andata. NOTE COMPLEMENTARI: acqua potabile lungo l’itinerario presso la sorgente perenne di Piani Fonte a 1545m di quota. La data dell’ultimo aggiornamento della scheda tecnica è il 29/05/2009.
Cartografia
I.G.M. 1:25.000 139 I NE “Monte Gorzano” S.E.R./S.E.L.C.A. 1:25.000 CAI “Monti della Laga”
Bibliografia
-
Centri
visita e strutture ricettive

-
|