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Tipologia attività Escursionismo | Regione Basilicata | Comune Viggianello (PZ) e limitrofi | Bambini al seguito -

Riferimenti per questa attività

Alberto Osti Guerrazzi - 347.09.26.142 - Edizioni "Il Lupo" - Web: www.edizioniillupo.it -
Sede commerciale: Via di Donna Olimpia, 5 - 00152 Roma - Tel. Fax. 06/58204389


Denominazione itinerario
Il Monte Pollino dal Colle dell'Impiso

Condizioni meteo in tempo reale


Grado di difficoltà
EE
 

Caratteristiche del tracciato
Escursione di media montagna senza difficoltà ma molto lunga e impegnativa fisicamente su sentiero ben visibile ed indicato (sentieri Parco ben segnati, segnavia bianco/rossi), ben ombreggiato. Acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica.
La montagna che da nome al gruppo offre belle creste in parte rocciose e splendide dorsali panoramiche. Nessuna delle vie che portano alla vetta è difficile, tutte invece offrono grandi soddisfazioni per l’ambiente selvaggio; la vetta è poi più un piccolo pianoro che una cima vera e propria: è piacevole sostarvi qualche tempo e gironzolare, se il tempo è bello, tra le cime secondarie e i valloncelli che le dividono. La via che si propone non è la più breve nè forse la più frequentata; è però la più bella e varia, e attraversa gli straordinari piani di Pollino; inoltre permette, con poco sforzo in più, di concatenare a questa cima anche quella di Serra Dolcedorme. In alternativa è data quella che è da considerarsi la via normale, che dall’Impiso arriva al colle Gaudolino e sale per la cresta sud-ovest.

Indicazione comprensorio geografico Gruppo del Pollino; Appennino calabro-lucano   

Indicazione area protetta Parco Nazionale del Pollino

Descrizione comprensorio geografico
Il Pollino è in assoluto uno dei massicci più belli e caratterizzati dell’Appennino; le sue cime principali non sono altissime, e sono tutte facilmente raggiungibili essendo raggruppate in cerchio attorno allo splendido piano del Pollino; ma i vasti boschi di faggio, gli straordinari pini loricati, simbolo del Parco, gli altopiani erbosi, le ampie creste sommitali, presenti come negli altri massicci calcarei dell’Appennino, hanno qui un fascino particolare, forse per un maggior senso di wilderness dovuto alla minore pressione dell’uomo, e in particolare dei turisti e degli escursionisti.
Il Parco Nazionale creato nel 1993, è uno dei più grandi e belli d’Italia, e dopo un periodo di avvio stentato, con opposizione da parte di buona parte delle popolazioni locali, sta ora pian piano decollando, riuscendo (speriamo) a farsi apprezzare come occasione reale di sviluppo sostenibile e non cementizio. Copre una superficie enorme per l’Italia, ben 1960 kmq. tra Basilicata e Calabria, tra gli animali più importanti si possono citare il lupo, la lontra e l’aquila reale, mentre l’attrazione del Parco per quanto riguarda il regno vegetale è senz’altro il famoso e bellissimo pino loricato, simbolo del Parco. Come si legge nel sito: “situato nel meridione d'Italia, tra il sud della Basilicata e il nord della Calabria è il Parco più grande d'Italia. Bagnato dal mar Jonio e dal mar Tirreno, il Parco del Mediterraneo testimonia, con i massicci montuosi del Pollino e dell'Orsomarso, l'intreccio millenario tra Natura e Uomo”.

Come arrivare
Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Campotenese, da cui ci si dirige per Rotonda; dopo ca. 2 km. si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Pollino e il rif. De Gasperi. Dal rifugio si continua per ca. 4 km., sotto il versante nord-ovest di Serra del Prete, fino a sotto il colle dell’Impiso, dove si lascia l’auto (dalla strada sulla destra parte una sterrata, con un cancello rotto, in direzione sud; sul muro che la delimita si legge a grandi lettere verdi: “colle Impiso”).
 

Descrizione dell'itinerario di ANDATA
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Descrizione dell'itinerario di RITORNO
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Tracciatura GPS -
PC
: cliccare col tastro destro sul link e scegliere "Salva oggetto con nome..." - MAC: cliccare sul link

Sviluppo planimetrico 16 km | Dislivello complessivo in SALITA 900 m | Dislivello complessivo DISCESA -   

Tempo percorrenza totale (and/rit - soste escluse) 7 h 15'

Pendenza media (in %) - | Profilo altimetrico

Descrizione itinerario
Dal parcheggio subito sotto il colle dell’Impiso (1550 m, Impiso sta per impiccato in dialetto locale) si prende la strada sterrata che sale verso destra e subito raggiunge il colle (5 min, 1573 m). Al colle si trova un bivio (cartello indicatore), dove si va a sinistra (a destra si va a colle Gaudolino: seguendo questo sentiero si risparmiano ca. 20 min. ma si perdono i bei piani di Vacquarro; conviene soprattutto al ritorno per evitarsi, stanchi, la risalita dai piani all’Impiso. Per la descrizione v. vie alternative) e si segue la sterrata che sale pochi metri e poi piega a destra e comincia a scendere in direzione sud-est; la sterrata scende a lungo, più in basso con due tornanti, e raggiunge il primo dei piani di Vacquarro (25 min dall’Impiso, 1450 m ca.), attraversato dal letto del torrente Frido. La strada si tiene sulla destra al limite del bosco, incontra un bivio (per colle Gaudolino) sulla destra che si tralascia per continuare dritti, superare una fascia di faggi e arrivare sul secondo dei piani di Vacquarro. Ora la strada comincia a salire leggermente rientrando nel bosco, poi piega a destra e arriva in una bella radura; dopo la quale piega a sinistra e comincia a salire un pò più ripida, alzandosi rispetto al torrente sulla sinistra. Dopo un paio di svolte la strada arriva a una seconda piccola radura (50 min dall’arrivo sui piani di Vacquarro), dove termina per trasformarsi in pista terrosa; diretta a est la pista sale ripida per ca. 500 m per poi spianare verso est e sbucare in breve sul piano Toscano (30 min. dalla fine della sterrata; 1740 m; è il primo e più basso dei piani di Pollino). La pista è ora appena accennata sul terreno, come appena accennato appare un bivio; su questo ci si tiene a sinistra, e in ogni caso si prosegue verso sud - est (dritto rispetto alla direzione di provenienza). Si supera un basso dosso sassoso (boschetto di faggi sulla destra) subito davanti e si arriva sui piani di Pollino (il Pollino è sulla destra, oltre serra Dolcedorme, a sinistra la serra delle Ciavole). Si prosegue dritti (sud-est) verso una seconda fascia di bassi dossi sassosi, superati i quali si piega a destra dirigendosi verso l’evidente valloncello erboso ai piedi di sella Dolcedorme (la sella tra il Pollino e la serra omonima); lo si percorre in leggerissima salita e quando si è praticamente in fondo si deve individuare sulla destra l’inizio di un sentierino (tracce abbastanza evidenti, ometti, laccetti di plastica su rami e rade frecce rosse molto sbiadite su massi) che risale il bosco del canale di Fossa del Lupo (o vallone di Malevento); il sentiero sale sulla sinistra per piegare (ometto) subito a destra, raggiunge una radura dove piega ancora a sinistra; prosegue poi a svolte (attenzione a non perdere le tracce e i segni) per uscire dal bosco poco sotto sella Dolcedorme e portarsi tra le roccette alla base della cresta sud-est del Pollino (1h dall’arrivo su piano Toscano), con la sella erbosa poco sotto a sinistra. Il sentiero (ometti, tracce poco evidenti) piega a destra ad aggirare la cresta per raggiungerla poco sopra; prosegue poi sulla sinistra del filo e più sopra passa accanto ad una grossa roccia; oltre, poco sotto quella che sembra la fine della cresta, questa sembra farsi meno ripida; si passa allora sulla sua destra e dopo un breve traverso a mezzacosta si entra alla base di un valloncello; lo si sale tutto per arrivare ad un secondo valloncello; si risale anche questo, che termina ad una poco accentuata selletta con a sinistra l’anticima sud (2227 m; mucchio di sassi) del Pollino. Si traversa brevemente a destra e si arriva sull’edificio sommitale, assai vasto, del Pollino, sul quale continuando dritti (nord-ovest) si arriva in breve sulla vasta e piatta cima (2248 m; 1h da sella Dolcedorme; blocco di cemento, numerosi mucchi di sassi, un muretto). Per il ritorno si può utilizzare la via di salita. Oppure, se si vuole abbreviare il ritorno, si può scendere per la sassosa cresta sud-ovest e il colle Gaudolino come descritto di seguito.
Vie alternative: la via che dal colle dell’Impiso sale al colle Gaudolino e alla vetta per la cresta sud-ovest è più breve e frequentata, ed è da considerarsi la normale; è però forse meno bella. Anche questa via si può classificare E+. Descrizione: dal parcheggio subito sotto il colle dell’Impiso (1550 m) si prende la strada sterrata che sale verso destra e subito raggiunge il colle (5 min, 1573 m).Al colle si trova un bivio (cartello indicatore), dove si prende il sentiero per il colle Gaudolino (cartello, a sinistra la sterrata scende ai piani di Vacquarro): subito dopo si incontra il bivio per Serra del Prete che sale sulla destra, e che si tralascia per proseguire dritti. Il sentiero taglia a mezzacosta nel bosco il versante nord-est della Serra del Prete e in piano e poi in lieve discesa arriva al pianoro erboso dei piani alti di Vacquarro, che si attraversa fino ad incrociare la sterrata che dai piani bassi di Vacquarro porta al colle Gaudolino (40 min dall’Impiso); la si segue verso destra (sud; andando dritti si taglia una fascia di faggi e ci si porta ad una radura attraversata dalla sterrata che sale ai piani di Pollino, come indicato sopra) per ca. 1 km risalendo dolcemente il boscoso valloncello di Viggianello. Poco prima della sorgente Spezzavummola (acqua ottima e presente anche in piena estate) dove la sterrata piega a sinistra (est) si stacca un sentiero che sempre a sud porta in pochi minuti all’ampio pianoro di colle Gaudolino (1684 m, 40 min. dalla radura, un bel rifugio sempre aperto utilizzabile come bivacco). Dal colle sulla sinistra parte un sentiero che in direzione sud risale nel bosco il versante ovest del Pollino fino ad uscirne e poco dopo portarsi sulla cresta sud-ovest (quota 1980 m, 45 min.). Ora il sentiero piega decisamente a sinistra (nord-est) e segue la cresta sassosa (per un breve tratto si passa accanto ad una piccola ma bella crestina rocciosa) e ornata da magnifici pini loricati fino alla vetta (2248 m, 45 min dall’arrivo in cresta). Ritorno per la stessa via. Impegno: 6 km. a salire e 6 km a scendere, 750 m dislivello complessivo a/r, 3.00 h a salire e 2.15 h a scendere.


Cartografia
Carta del Parco Nazionale del Pollino, 1:55.000, ed. Il Coscile

Bibliografia
A. Osti Guerrazzi – I 2000 dell’Appennino – Edizioni Il Lupo

Centri visita e strutture ricettive

La sede del Parco è nel paese di Rotonda, in provincia di Potenza, per informazioni: tel: 0973-669311, mail: ente@parcopollino.it, sito web: www.parcopollino.it. A Rotonda sede e Centro visita del Parco Nazionale. Nel Parco del Pollino i rifugi non sono molti, ma almeno due in posizione eccellente come base per le escursioni: il rifugio De Gasperi, nel piano di Ruggio (1535 m), tre camerate da 4, 5 e 7 posti con bagno e doccia, aperto tutto l’anno, il telefono è lo 0973-661080 (in ristrutturazione nell’estate 2009). E il rifugio Colle Ruggio (1535 m, in ristrutturazione estate 2009); situato anch’esso nel piano di Ruggio, il telefono è lo 0973-661813.Al colle Gaudolino (1684 m), tra Serra del?Prete e il Pollino, si trova l’omonimo rifugio, non custodito e sempre aperto, poco sopra la sorgente Spezzavummola, un posto ideale per un bivacco.Il Rifugio Fasanelli, sopra Rotonda a 1350 m, è un piccolo delizioso albergo di montagna con un ristorante davvero eccellente; è un’ottima base di partenza per escursionisti esigenti in fatto di comodità. Tel 0973-661008, 0973-667304, mail: info@rifugiofasanelli.it, sito web: www.rifugiofasanelli.it.Rifugio colle Marcione, 1200 m, alta valle del Raganello, località Folloreto, tel 0981-30394, 368-220288 - 347-6519686, mail: emys.turismo@virgilio.it , sito web: www.ceapollino.it.Rifugio Aquila Verde, 1300 m ai piedi della Grande Porta del Pollino, loc. Lavine, tel. 347-7119708 - 333-5437987, mail: aquilaverde.vinci@tiscali.it, sito web: www.aquilaverde.itRifugio alla Madonna del Pollino, presso il santuario, 1550 m, gestito dalla Cooperativa Servizi Pino Loricato: tel. 0973-576418.

 

• Percorsi e gradi di difficoltà possono subire cambiamenti in base alle stagioni e agli eventi climatici.
• Prima di mettersi in viaggio, contattare Associazioni, Enti o Guide di riferimento indicate nella scheda.
• La possibilità di partecipazione dei bambini, ove espresso, è a carattere indicativo e si riferisce alla fascia di età compresa tra i 6 e i 12 anni.
• Essere in salute e buone condizioni fisiche per affrontare il grado di difficoltà indicato.
• Utilizzare sempre equipaggiamento e attrezzature adatti alla stagione e al tipo di attività.
• Tenere sempre un comportamento rispettoso nei confronti di flora e fauna.
Appunti di Viaggio Escursionismo & Outdoor non si assume alcuna responsabilità sull'utilizzo improprio delle presenti informazioni, che possano causare situazioni di rischio per sé o per gli altri.

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