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Tipologia attività Trekking | Regione Trentino Alto Adige | Comune Moena (TN) | Bambini al seguito Bambini NO

Riferimenti per questa attività

Alessandro Lapenna - Appunti di Viaggio Escursionismo & Outdoor - alelap@tiscali.it


Denominazione itinerario
Da Moena a Le Cune lungo le pendici dell'Alpe di Lusia

Condizioni meteo in tempo reale


Grado di difficoltà
E
 

Caratteristiche del tracciato
Passeggiata per buoni camminatori che non presente particolari difficoltà tecniche, se non quella di superare un elevato dislivello in salita. Il percorso si svolge su strade con asfalto, lungo il primo tratto di circa 3km, per poi lasciare il posto a sentieri sterrati o in ghiaia dal fondo regolare o moderatamente accidentato, da affrontare con cautela nella fase di discesa, onde evitare il rischio di scivolate. L'attrezzatura è quella tipica da montagna, con scarponi da trekking, bastoncini, cappello, in caso di giornata soleggiata, zaino ed abbigliamento adeguato al raggiungimento di quota 2.200 mt. E' consigliato l'impiego di attrezzatura foto/video per immortalare il suggestivo paesaggio in vetta. L'acqua non costituisce un problema, data la presenza di luoghi di ristoro lungo tutto l'itinerario ma, è bene partire riforniti. Data la durata dell'escursione ed il raggiungimento di quote elevate, si consiglia una preventiva ed attenta valutazione del meteo lungo l'arco dell'intera giornata, con particolare attenzione all'eventuale maltempo nelle ore pomeridiane, nel cui caso può essere opportuno abbreviare la durata del ritorno ricorrendo alla cabinovia.

Indicazione comprensorio geografico Dolomiti di Fassa - Alpe di Lusia, nel cuore della celebre Ski Area Tre Valli - Moena, Passo San Pellegrino, Falcade.   

Indicazione area protetta Tutte le Dolomiti sono state nominate 'Patrimonio dell'Umanità' dall'UNESCO

Descrizione comprensorio geografico
Al confine tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa, dove quest'ultima si incontra con la Valle di San Pellegrino. Si tratta di un comprensorio dominato da imponenti rilievi montuosi tra cui il Massiccio del Latemar, con il Sas da Ciamp che domina su Moena, il Gruppo del Catinaccio, con l'imponente Roda de Vael, il Maestoso Catinaccio e le svettanti Torri del Vajolet che regnano incontrastati sul panorama ammirabile verso Nord da Le Cune, ed il Gruppo dei Monzoni a fronteggiare quello del Catinaccio lungo il versante opposto della Val di Fassa. Lungo le pendici di questi rilievi, maestosi giganti di roccia plurimillenaria con le spalle ammantate da lussureggianti boschi di abeti e larici, numerosi corsi d'acqua, generati dalle piogge e dallo scioglimento delle nevi invernali, confliscono, una volta giunti nelle sottostanti vallate, nel Rio San Pellegrino e nel ben più importante torrente Avisio che, alimentandosi con le acque dei ghiacciai eterni della Marmolada, percorre le valli di Fassa e Fiemme nella loro interezza.

Come arrivare
Partenza ed arrivo dal centro di Moena, la Fata delle Dolomiti, in Trentino Alto Adige, sulla SS48, 11Km dopo Predazzo, provenienti dalla A22, uscita Egna-Ora. Per i non residenti e per coloro che non sono ospiti di strutture alberghiere del paese, sarà necessario lasciare il mezzo di trasporto nei parcheggi appositamente predisposti, dal momento che il centro di Moena, ZTL dal 2009, è interdetto alla circolazione dei veicoli non muniti di apposito permesso di transito.
 

Descrizione dell'itinerario di ANDATA
Dal centro di Moena, ad una quota di poco meno di 1.200 mt, si costeggia il Rio San Pellegrino, per tagliare poi in alto verso Someda e percorrere la strada ciclo-pedonale che conduce fino alla stazione di partenza della cabinovia dell'Alpe di Lusia, in località Ronchi. Da qui, passando sul viadotto che collega le piste da sci, si accede alla strada sterrara di servizio che si inerpica fino alla stazione intermedia di Valbona, da dove si prosegue lungo il sentiero 622, per arrivare in località Le Cune a quota 2200 mt. (Vedi descrizione dettagliata più sotto).

Descrizione dell'itinerario di RITORNO
Si percorre a ritroso l'itinarario di andata. In alternativa, nel caso in cui il dispendio di energie per la salita sia stato eccessivo, è possibile impiegare la cabinovia per ridiscendere fino alla stazione intermedia di Valbona, oppure direttamente fino a Ronchi. Nel caso si opti per uno solo dei tronconi, è consigliabile, data la suggestività del paesaggio circostante, scendere a piedi fino a Valbona e, da li, proseguire in cabinovia fino a valle. La scelta, comunque, dipende unicamente dalle preferenze e dalle condizioni fisiche dell'escursionista. Qualora si scelga la discesa a piedi, totale o parziale, si raccomanda la dovuta cautele a causa del fondo scivoloso, di natura prevalentemente ghiaiosa, soprattutto in presenza di tempo piovoso.


Tracciatura GPS -
PC
: cliccare col tastro destro sul link e scegliere "Salva oggetto con nome..." - MAC: cliccare sul link

Sviluppo planimetrico Il percorso di andata Moena - Le Cune ha una lunghezza di circa 8 Km. Il primo tratto Moena - Ronchi fino alla stazione della cabinovia, caratterizzato da un dislivello contenuto, se non nella salita Moena - Someda, misura circa 2.8 Km, analogamente all'ultimo tratto Valbona - Le Cune. Il segmento centrale, da Ronchi a Valbona, si snoda lungo le pendici della montagna per circa 2.4 km. Le misurazioni sono state effettuate tramite Google Earth. | Dislivello complessivo in SALITA Dislivello totale da Moena a Le Cune: 1018 mt. Primo tratto Moena - Someda - Ronchi: 216 mt. Secondo tratto Ronchi - Valbona: 472 mt. Terzo tratto Valbona - Le Cune: 371 mt. La somma dei singoli tratti è superiore al totale, per la presenza di un dislivello negativo al termine del primo segmento. | Dislivello complessivo DISCESA Come sopra   

Tempo percorrenza totale (and/rit - soste escluse) 3h andata + 2h ritorno per l'itinerario interamente a piedi

Pendenza media (in %) 12,5% circa | Profilo altimetrico

Descrizione itinerario
Dalla centrale Piaz de Ramon a Moena, l'incantevole Fata delle Dolomiti, si imbocca la Strada de Longiarif che procede seguendo il corso del Rio San Pellegrino, che scorre fino a Moena dove sfocia nelle acque dell'Avisio, dopo aver percorso tutta l'omonima vallata in cui si snoda la prima parte del percorso. Il cammino procede il leggera salita, per circa 500 metri fino a giungere al bivio con Strada de Taiadicia che porta, sulla sinistra, ad attraversare il ponticello sul fiume, subito a valle dell'impianto di regolazione del deflusso delle acque. Passato il ponte, davanti alle case poste alla sua destra, si potrà scorgere il sentiero che, serpeggiando lungo il fianco erboso della montagna, conduce immediatamente al di fuori della parte alta di Someda, confluendo nel piccolo parcheggio della stradina ciclo-pedonale che, imboccata verso destra, si distende con un leggero pendio, dopo una breve salita con piega destra sinistra, verso la stazione della cabinovia in località Ronchi. Lungo questo tratto, dal fondo regolare ed asfaltato, è possibile, guardando alle proprie spalle, ammirare un suggestivo panorama di Moena, sovrastata dall'imponente mole del Sas da Ciamp dal caratteristico versante Est, con i due evidenti canaloni lungitudinali che segnano le verdeggianti pendici boscose come cicatrici di una ferita appena rimarginata. Dopo aver raggiunto il suo apice a quota 1400 mt circa, la strada, sempre dominata dalle maestose cime che fiancheggiano la valle, giunge con una lieve discesa a Malga Passerella e, dopo poco, alla stazione della cabinovia, da dove comincia la salita vera e propria, lungo le pendici dei rilievi sul versante opposto della Valle di San Pellegrino. Attraversato nuovamente il Rio San Pellegrino, passando sull'apposito ponte in prossimità degli impianti di risalita, e superata la statale 346 tramite il passaggio soprelevato utilizzato dagli sciatori durantr l'inverno, si giunge sulla stradina di servizio dal fondo sassoso che conduce fino a Valbona. Percorsi alcuni metri, sulla sinistra, si incrocia la pista da sci, su cui ci si dirige per risparmiare un po' di cammino; qui, dato il dislivello che fa passare da quota 1390 mt a 1540 mt in 400 mt, è consigliabile adottare un andamento di marcia zigzagante intorno alla linea di traiettoria diretta, con un passo opportunamente accorciato, che se da una parte fa percorrere metri in più, dall'altra consente di preservare il fiato per la parte finale della salita. Completato il tratto sulla pista, si sbuca nuovamente sulla strada di servizio che procede con un gradiente molto minore ed all'interno di un bellissimo ed ossigenante bosco di conifere, fino al raggiungimento del bivio per il Rifugio Rezila, sulla sinistra. Mantenendosi sul sentiero principale, a destra, la strada prosegue con una serie di tornanti, superato l'ultimo dei quali, dopo alcuni metri, si potrà scorgere, alla propria destra, una piccola baita: qui si può decidere se proseguire lungo la strada o tagliare per il prato, passando accanto alla costruzione; in entrambe i casi si giunge a Valbona, a quota 1800 mt circa, con un piccolo vantaggio di distanza a favore della seconda possibilità di percorso. Arrivati a Valbona, è possibile fare una sosta approfittando delle accoglienti strutture dell'omonimo chalet: il fornito bar ristorante e le toilette sempre pulite; sulla terrazza antistante il bar, attrezzata con panche, tavoli ed obrelloni, ci si può ricaricare in vista dell'ultimo tratto, ammirando lo splendido panorama circostante dominato frontalmente dai rilievi del Piavac e della cresta di Viezzena. La salita riprende seguendo il sentiero 622, che altro non è se non il proseguimento della strada che conduce si qui da Ronchi; dopo un tratto iniziale dalla pendenza meno accentuata, si arriva a Malga Pozza, da dove il sentiero prosegue con un maggior grado di salita e, dopo uno stretto tornante destra sinistra, si inerpica fiancheggiando il boscoso versante Est del Col de Poza, sulla destra, ed un ampio e verdeggiante prato, sulla sinistra, dove è facile incontrare guppi di mucche al pascolo, intente a ruminare pigramente l'erba o a riposarsi sdraiate sul soffice manto erboso. A questo punto, la strada piega a sinistra con una secca svolta, che porta ad affrontare, costeggiando la cresta di Viezzena, l'ultimo ripido tratto di salita fino a Le Cune, a quota 2200mt. Da qui, autentica terrazza naturale affacciata su uno scenario di rara bellezza, si potrà ammirare lo splendido panorama circostante, verso la Val di Fassa, di cui si può scorgere Soraga sovrastata dal maestoso gruppo montuoso del Catinaccio con, in primo piano, l'imponente Roda di Vael. Spostandosi verso il retro del rifugio Le Cune il paesaggio, guardando verso Nord, è interamente dominato dal Gruppo dei Monzoni e dal Lastè di Lusia, girandosi verso Nord Est. Indugiando ancora alcuni minuti, prima di intraprendere la discesa, ci si può spostare di circa 200 metri, in direzione Sud, per giungere all'arrivo della seggiovia che sale su da Campo, dove si potrà gustare un altro sensazionale panorama verso Bellamonte, la Valle del Travignolo e la Foresta di Paneveggio, adagiati ai piedi delle svettanti pale di San Martino, perfettamente ammirabili nelle giornate di cielo terso. Per il ritorno, si procede lungo il percorso dell'andata o, nel caso di stanchezzo e/o tempo incerto, ricorrendo ai due tronconi di cabinovia Le Cune - Valbona e Valbona - Ronchi.


Cartografia
KOMPASS - Carta escursionistica, cocloturistica 684. Scala 1:25.000 con coordinate geografiche

Bibliografia
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Centri visita e strutture ricettive

Per informazioni turistiche sul territorio: APT Val di Fassa - http://www.fassa.com

 

• Percorsi e gradi di difficoltà possono subire cambiamenti in base alle stagioni e agli eventi climatici.
• Prima di mettersi in viaggio, contattare Associazioni, Enti o Guide di riferimento indicate nella scheda.
• La possibilità di partecipazione dei bambini, ove espresso, è a carattere indicativo e si riferisce alla fascia di età compresa tra i 6 e i 12 anni.
• Essere in salute e buone condizioni fisiche per affrontare il grado di difficoltà indicato.
• Utilizzare sempre equipaggiamento e attrezzature adatti alla stagione e al tipo di attività.
• Tenere sempre un comportamento rispettoso nei confronti di flora e fauna.
Appunti di Viaggio Escursionismo & Outdoor non si assume alcuna responsabilità sull'utilizzo improprio delle presenti informazioni, che possano causare situazioni di rischio per sé o per gli altri.

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