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Tipologia attività Escursionismo | Regione Abruzzo | Comune Comune di Rocca Santa Maria (TE) | Bambini al seguito bambini NO

Riferimenti per questa attività

Marco Belfare - Guida Escursionistica G.A.E. (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) - Guida Escursionistica associazione s.f.l. “Appunti di Viaggio – Escursionismo & Outdoor”, - Riferimenti: e-mail "marco.belfare@escursionismo.it" - cell. 366.54.50.812


Denominazione itinerario
Pizzo di Moscio (2411m), un immersione completa nel cuore selvaggio della Laga.

Condizioni meteo in tempo reale


Grado di difficoltà
E - EE
 

Caratteristiche del tracciato
Attenzione: la descrizione del presente itinerario si riferisce di norma alla sua percorribilità nel periodo compreso tra maggio e ottobre. La presenza di neve e/o ghiaccio in quota può modificare completamente il grado di difficoltà dell'itinerario e renderlo sconsigliabile a chi non sia in possesso delle conoscenze specifiche, di una idonea preparazione fisica e dell'attrezzatura tecnica adatta al severo ambiente invernale. itinerario di media montagna parzialmente segnato con percorso ben battuto fino agli stazzi di quota 1800m circa in località Lago dell’Orso. Da questo punto in poi fino alla vetta, eccezion fatta per una pista da trattori che segue la prima parte della larga e tondeggiante Cresta E fino a quota 2155m circa, il percorso non è assolutamente tracciato, sebbene rimanga sempre “a vista” e di facile individuazione. Porre comunque estrema attenzione in caso di assenza di visibilità per nebbia! E’ previsto che l’itinerario passi in fase di riverniciatura da parte del CAI e dell’Ente Parco con il classico “rosso-bianco-rosso”. Attualmente, però, il percorso risulta scarsamente segnato: un indicazione sommaria posta su di un palo all’inizio del sentiero in prossimità del parcheggio ed i vecchi segni bianco rossi del Sentiero Italia, risalenti al 1990 nel tratto all’interno della fascia boscosa.
Segnavia CAI: n° parziale 300 + parziale 334 + 334a

Indicazione comprensorio geografico Comprensorio Abruzzese dei Monti della Laga   

Indicazione area protetta Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga

Descrizione comprensorio geografico
Scarsamente interessati dai maggiori flussi turistici, nonché sufficientemente lontani dalle grandi metropoli, i Monti della Laga continuano a essere al giorno d'oggi poco conosciuti e poco frequentati. Ed è forse proprio per questo motivo che essi rappresentano senza ombra alcuna di dubbio una delle zone più selvagge e suggestive dal punto di vista naturalistico di tutta la catena appenninica. L’intero comprensorio è incluso in un contesto protetto ben più vasto e denominato “Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, istituito nel 1991 con una superficie di circa 150.000 ettari.
Queste montagne formano una catena piuttosto lunga con una sola linea di cresta, distesa pressappoco per 30 km da N a S, e posta fra il gruppo dei Monti Sibillini ed il comprensorio del Gran Sasso, coprendo nel complesso un'area di circa 535 kmq. Si trovano collocati sul territorio delle regioni del Lazio, delle Marche e dell'Abruzzo, ricadenti nelle province di Rieti, Ascoli Piceno, Teramo e l'Aquila.
I loro confini geografici corrispondono a N al corso del fiume Tronto, netta linea di demarcazione con i limitrofi Monti Sibillini, mentre a S sono rappresentati dal fiume Vomano, che a sua volta separa i Monti della Laga dal gruppo del Gran Sasso. Ad W il confine è rappresentato ancora dal Tronto fino ad Amatrice e dalla sponda occidentale del lago di Campotosto. Ad E il limite si fa coincidere con le colline del teramano e la valle del Torrente Castellano. I Monti della Laga si distinguono nettamente dai vicini comprensori appenninici per la loro natura arenaceo-marnosa, talmente unica nel suo genere da essere definita dai geologi come "formazione della Laga". Difatti, differentemente dagli altri gruppi montuosi dell'Italia peninsulare, costituiti prevalentemente da masse compatte di calcaree altamente permeabili all'azione delle acque, qui le caratteristiche principali sono al tempo stesso la modellabilità e l'elevata impermeabilità delle rocce. Proprio le rocce stesse quindi, molto più tenere e plastiche rispetto al calcare, subiscono dei processi fisici che, ieri come oggi, portano sulla Laga un'incessante opera modificatrice delle forme del paesaggio.
L’azione erosiva delle acque correnti superficiali di dilavamento e di quelle fluviali sulle marne e sulle arenarie si esplica sia attraverso fenomeni di intensa denudazione per “ruscellamento diffuso”, sia attraverso processi di “ruscellamento concentrato” che hanno dato origine nel corso di migliaia di anni a solchi vallivi profondi ed incassati chiamati localmente “fossi”. L’intensità e i modi diversi con cui si verificano i fenomeni di erosione, in relazione anche alle differenti variazioni climatiche, si riflette nell’aspetto attuale del massiccio profondamente diverso a seconda dei versanti: dolce ed arrotondato nel versante abruzzese, più aspro in quello marchigiano, mentre il versante laziale si presenta più ripido e brullo nella sua metà meridionale e più dolce e verde nella sua metà settentrionale.
In conseguenza di tutto, ciò sulla Catena della Laga le acque non penetrano nel sottosuolo, ma vi scorrono sopra, dando origine ad un complesso reticolo idrografico di superficie con un'abbondanza d'acqua assolutamente singolare per il contesto appenninico. Il risultato è la Laga, il magico regno delle acque: un mondo affascinante senza eguali, fatto di acque impetuose che ruscellano dai fianchi delle montagne, scavando forre e canaloni, in un'incredibile susseguirsi di cascate, salti, scivoli, lastronate, torrenti vorticosi, gole e canyon spumeggianti, rigagnoli, sorgenti, laghetti e pozze d'acqua limpida.

Come arrivare
Percorrendo la SS n°4 “Salaria”, provenienti da Roma o Rieti in direzione di Ascoli Piceno, si lascia quest’ultima al bivio per Santa Maria di Acquasanta, (subito dopo aver attraversato l’abitato di Acquasanta Terme). Da qui si segue la provinciale con indicazioni per Teramo, passando per San Martino, ignorando nell’ordine i bivi per San Giovanni, Morrice e Pietralta, fino a giungere nella località di Ceppo. Nella stessa località si può anche giungere da Roma o l’Aquila, percorrendo la A 24 fino a Teramo, e seguendo poi la SP 48 con indicazioni per Torricella Sicura, Santo Stefano, Rocca Santa Maria, Paranesi ed infine Ceppo. Una volta a Ceppo si prende la stradina di fronte l’Albergo Julia che in circa 1 km, superati prima un chiosco con area giochi e poi un campeggio, porta ad uno slargo (1356m circa di quota), presso il quale partono due sterrate il cui transito è vietato, e dove quindi si parcheggia l’autovettura.
 

Descrizione dell'itinerario di ANDATA
dal parcheggio presso la biforcazione di Quota 1356m, per il Lago dell’Orso (1805m), gli Iacci di Verre (1884m), La Storna (2032m), la dorsale Est e la spalla di SE del Pizzo di Moscio (2411m).

Descrizione dell'itinerario di RITORNO
Andata e ritorno per la stessa via


Tracciatura GPS -
PC
: cliccare col tastro destro sul link e scegliere "Salva oggetto con nome..." - MAC: cliccare sul link

Sviluppo planimetrico 13 km | Dislivello complessivo in SALITA 1050 m | Dislivello complessivo DISCESA Idem   

Tempo percorrenza totale (and/rit - soste escluse) circa 3,45 ore per l’andata e 2,45 per il ritorno

Pendenza media (in %) 10% di pendenza media, con tratti del 25% dal base del cono sommitale (2150m) fino alla vetta. | Profilo altimetrico

Descrizione itinerario
si lascia l’autovettura presso il parcheggio in corrispondenza dello slargo situato a circa 1 km dall’albergo Julia, in corrispondenza della biforcazione di quota 1356m. Ignorando la strada sterrata di destra, si segue inizialmente quella di sinistra dalla quale, dopo poche centinaia di metri, parte sulla destra il Sentiero Italia, discretamente battuto ed evidente, che ben presto da traccia diventa pista. Il percorso si inoltra nella fitta faggeta e, dopo una serie di svolte e tornanti, prendendo quota con pendenza costante e senza incontrare deviazioni o bivi di una certa rilevanza, risale la lunga dorsale boscosa che scende dal Pizzo di Moscio in direzione E. Dopo aver superato alcune radure, passa accanto ad una fonte ed esce dal bosco in corrispondenza dei prati di quota 1650m (circa 1 h dalla partenza). Il sentiero prosegue poi attraverso dei pascoli, risale uno stretto vallone e, impennandosi, raggiunge la cresta in corrispondenza di una sella e di uno stazzo di pastori, in località Lago dell’Orso a circa 1810m di quota, dove una piccola conca naturale accoglie nel periodo dello scioglimento delle nevi un laghetto stagionale (circa 1.30 h dalla partenza). Da questo punto si continua sulla pista che in breve arriva ad incrociare la strada sterrata proveniente da Ceppo, poco prima che la stessa termini più avanti, presso il cantiere della cosiddetta “Palestra della Neve” della città di Teramo sequestrato a metà degli anni 80’ in località Iacci di Verre (1830m di quota), e, senza seguirla, si prende in direzione W la larga dorsale tondeggiante che conduce verso Pizzo di Moscio. Qui la lunga serie di dossi erbosi che caratterizzano la Storna è attraversata da una sorta di pista da trattori, frutto del continuo passaggio dei mezzi meccanici degli allevatori locali, sulla quale ha poi infierito la conseguente azione di erosione e dilavamento delle acque meteoriche. L’itinerario coincide proprio con questa pista che, in circa 1.15 h di percorrenza (2.45 h totali dalla partenza), dopo aver tralasciato sulla destra a quota 2032m il bivio per gli Stazzi della Morricana, ed aver evitato l’ultima elevazione della dorsale passando sulla sua sinistra, arriva a quota 2155m alla base del tipico “cono sommitale” di Pizzo di Moscio. A questo punto, mentre il sentiero prosegue a sinistra verso la Sella della Solagna (2221m), si continua a destra rimanendo sulla cresta E, affacciandosi sul ripido versante laziale e passando per la fonte captata di quota 2280m, fino a raggiungere la cosiddetta Spalla di SE da cui si risale direttamente alla vetta di quota 2411m, (circa 3.45 h dalla partenza). Per il ritorno si segue fedelmente il percorso dell’andata.
NOTE COMPLEMENTARI: La data dell’ultimo aggiornamento della scheda tecnica è il 13/06/2008.


Cartografia
I.G.M. 1:25.000 132 II SE “Pietralta”
I.G.M. 1:25.000 140 IV NW “Cortino”
I.G.M. 1:25.000 139 I NE “Monte Gorzano”
S.E.R./S.E.L.C.A. 1:25.000 CAI “Monti della Laga”

Bibliografia
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Centri visita e strutture ricettive

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• Percorsi e gradi di difficoltà possono subire cambiamenti in base alle stagioni e agli eventi climatici.
• Prima di mettersi in viaggio, contattare Associazioni, Enti o Guide di riferimento indicate nella scheda.
• La possibilità di partecipazione dei bambini, ove espresso, è a carattere indicativo e si riferisce alla fascia di età compresa tra i 6 e i 12 anni.
• Essere in salute e buone condizioni fisiche per affrontare il grado di difficoltà indicato.
• Utilizzare sempre equipaggiamento e attrezzature adatti alla stagione e al tipo di attività.
• Tenere sempre un comportamento rispettoso nei confronti di flora e fauna.
Appunti di Viaggio Escursionismo & Outdoor non si assume alcuna responsabilità sull'utilizzo improprio delle presenti informazioni, che possano causare situazioni di rischio per sé o per gli altri.

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