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Tipologia
attività
Escursionismo
| Regione
Piemonte
| Comune
Comune di Ghiffa (VB)
| Bambini
al seguito
Bambini SI
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Riferimenti per questa attività

Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS.Trinità di Ghiffa, via SS.Trinità n°48-28823 Ghiffa (VB) tel 0323-59870
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Denominazione
itinerario
Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa
Condizioni meteo in tempo reale
Grado
di difficoltà
E

Caratteristiche
del tracciato
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Indicazione
comprensorio geografico
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Indicazione
area protetta
Riserva Naturale Speciale del S.Monte della SS. Trinità di Ghiffa
Descrizione
comprensorio geografico
La Riserva Naturale del Sacro Monte della Santissima Trinità di Ghiffa si estende su una superficie di circa 200 ettari e ricomprende sostanzialmente, i versanti NW e SE del monte Cargiago (713 m slm). Escludendo l’area occupata dal complesso monumentale, di circa 1,5 ettari, è pressoché interamente ricoperta da boschi. L’altitudine varia da una quota di circa 350 metri, vicino al Sacro Monte, a circa 790 metri nei pressi dell’abitato di Pollino (ripetitore RAI).
La vegetazione arborea è costituita in prevalenza da castagneto governato a ceduo, testimonianza della pesante influenza antropica che storicamente ha caratterizzato questa zona. Sul versante a lago (SE), in conseguenza delle ripiantumazione risalenti agli anni 40 e 50, troviamo delle discrete superfici a conifere e a latifoglie esotiche. In particolare a pino strobo (Pinus strobus), a cedro dell’himalaya (Cedrus deodara) e a quercia americana ( (Quercus rubra) . Sul versante opposto (NW), caratterizzato da un pendio più dolce, il ceduo di castagno è spesso interrotto da una vegetazione d’invasione degli antichi pascoli e coltivi. In questi frequente è la presenza di: betulla (Betula pendula) , pioppo tremolo (Populus tremula) , frassino (Fraxinus excelsior) , acero (Acer campestre) e in particolare di farnia (Quercus robur) . Questa quercia è anche osservabile, con sporadiche matricine, nel castagneto. L’agrifoglio (Ilex aquifolium) e il tasso (Taxus baccata) , specie ecologicamente di pregio, sono piuttosto diffusi. Nelle aree umide, del torrente Ballona e dei suoi affluenti, l’ontano nero (Alnus glutinosa) e l’ontano bianco (Alnus incana) sono le essenze prevalenti.
La flora è strettamente legata alla vegetazione arborea dominante e in genere quella che si riscontra nei castagneti a ceduo è assai povera. Questa è caratterizzata da specie a fioritura primaverile come l’anemone bianca (Anemone nemorosa) . A stagione inoltrata si osservano il raponzolo montano (Phyteuma betonicifolium) e lo sparviere (Hieracium tenuiflorum) . Assai diffuse: la felce aquilina (Pteridium aquilinum) e la gramigna liscia (Molinia coerulea) . Tra le specie arbustive si cita il mirtillo nero (Vaccinium mirtillus) . Più variegata la flora nelle aree a margine dei boschi, nelle chiarie, nelle aree più fresche situate vicino ai corsi d’acqua e più in generale dove il castagneto lascia il posto a un bosco misto. La felce florida (Osmunda regalis) , l’orchidea macchiata (Dactylorhiza fuchsii) e la genziana di esculapio (Gentiana asclepiadea) sono tre specie rare osservabili in questi siti. Più comuni: Il mughetto (Convallaria majalis) e il sigillo di salomone (Polygonatum verticillatum) . Curiosa la presenza del cisto femmina (Cistus salvifolius) , basso arbusto tipico della macchia mediterranea. Altri arbusti diffusi sono: il brugo (Calluna vulgaris) , l’erica (Erica herbacea) nelle stazioni più umide e fresche, il nespolo (Mespilus germanica) , la berretta del prete (Euonymus europaeus) . Raro, non in termini assoluti ma perchè al di fuori del suo areale abituale il rododendro (Rhododendron ferrugineum) .
La fauna è quella tipica delle aree boscate collinari. Spicca la figura del capriolo (Capreolus capreolus) , timido abitante della Riserva. Amante delle aree che presentano un grado elevato di diversificazione, con alternanza di boschi misti, cespuglieti, arbusteti fitti e radure prative. Saltuario il cervo (Cervus elaphus) che scende, da quote più elevate, nella stagione invernale. Altre specie di rilievo sono: il cinghiale (Sus scrofa) , la volpe (Vulpes vulpes) , il tasso (Meles meles) , la faina (Martes foina) , la donnola (Mustela nivalis) , il riccio (Erinaceus europaeus) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) . Quest’ultimo a fase scura (pelliccia nerastra). Più raro imbattersi nei cosiddetti micromammiferi tra cui il ghiro (Glis glis) , il topolino selvatico (Apodemus sylvaticus) e i voraci toporagni (Sorex sp.) . La fauna ornitica conta una buona varietà di specie tra cui la poiana (Buteo buteo) , lo sparviere(Accipiter nisus) , il gheppio (Falco tinnunculus) e l’allocco (Strix aluco) . Interessante la presenza dei picchi: rosso (Dendrocopos major) , verde (Picus viridis) e del più grande e raro picchio nero (Dryocopus martius) . Più comuni e facilmente visibili sono i passeriformi, tra cui lo scricciolo (Troglodytes troglodytes) , il pettirosso (Erithacus rubecula) , il merlo (Turdus merula) , la capinera (Sylvia atricapilla) , il codibugnolo (Aegithalos caudatus) e quattro specie di cince (Parus sp.) . Troviamo inoltre il rigogolo (Oriolus oriolus) , la ghiandaia (Garrulus glandarius) , il fringuello (Fringilla coelebs) , il picchio muratore (Sitta europaea) e il rampichino (Certhia brachydactyla) . Sgradita ai più, ma utilissima all’ecosistema, la presenza di rettili come: la vipera aspide (Vipera aspis) , il biacco (Coluber viridiflavus) e la natrice dal collare (Natrix natrix) . Interessante la presenza degli anfibi, tra cui: la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) , il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) , il rospo comune (Bufo bufo) e la rana rossa (Rana temporaria) . Questi animali sono fra i primi ad essere minacciati di estinzione a seguito delle alterazioni dei siti riproduttivi.
Come
arrivare
Dall’autostrada A26, con uscita a Baveno se provenienti da Milano/Torino, o con uscita a Gravellona Toce se provenienti dal Domodossola, immettersi nella statale 34 con direzione Verbania/Svizzera. Percorrerla fino ad oltrepassare la città di Verbania. Giunti all’abitato di Ghiffa, nei pressi del Municipio (Hotel Ghiffa), abbandonare la statale svoltando a sinistra. Seguire la strada che sale, con diversi tornanti, seguendo le indicazioni per il Sacro Monte della SS.Trinità. Giunti nei pressi del complesso monumentale parcheggiare l’auto.
Descrizione
dell'itinerario di ANDATA
Itinerario ad anello Dal parcheggio del Sacro Monte (370 m) immettersi sul sentiero con segnavia bianco/rosso della Comunità Montana Alto Verbano n° 18, fino all’abitato di Pollino (comune di Premeno). Nei pressi del piccolo negozio di alimentari percorrere la strada in discesa (via per Caronnio-segnavia bianco/rosso n° 1). Si raggiunge prima la frazione Caronio e proseguendo si torna nuovamente al Santuario della SS.Trinità. Possibile variante Dal sentiero n° 1, dopo l’abitato di Pollino, nei pressi della cappelletta di Monte, immettersi a sinistra sul sentiero archeologico. Questa variante, di circa 45 minuti, bypassa l’abitato di Caronio e permette di osservare i massi cuppellati del sentiero archeologico (segnavia tondo arancione). Percorrendo il sentiero fino alla fine (poco prima bel punto panoramico sul lago) ci si reimmette sul sentiero n° 1. Percorrerlo svoltando a sinistra, strada in discesa, lago a destra.
Descrizione
dell'itinerario di RITORNO
Itinerario ad anello
Tracciatura
GPS
-
PC: cliccare col tastro destro sul link e scegliere "Salva oggetto con nome..." - MAC: cliccare sul link
Sviluppo
planimetrico
9 Km | Dislivello
complessivo in SALITA
420 metri (con variante 485) | Dislivello
complessivo DISCESA
Idem
Tempo
percorrenza totale (and/rit - soste escluse)
3h 45"
Pendenza
media (in %)
- | Profilo
altimetrico
Descrizione
itinerario
L’itinerario, quasi interamente ricompreso all’interno della Riserva, permette di visitare il vasto bosco che fa da cornice al Santuario. L’area protetta, istituita con legge regionale nel 1987, tutela oltre al Sacro Monte, un territorio di circa duecento ettari, costituito quasi interamente dalle pendici del Monte Cargiago (734 m). L’itinerario percorre i versanti SE e NE. Ripido e piuttosto scosceso il primo, decisamente più dolce e naturalisticamente più interessante il secondo.
Cartografia
IGM 1:25.000 Carta d’Italia Foglio 31 Ghiffa - Comunità Montana Alto Verbano 1:25.000 - Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS.Trinità di Ghiffa 1:10.000 Carta dei Sentieri.
Bibliografia
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