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15/02/2010 -
TONNO ROSSO: GIRO VITE ITALIA,ORA IN LINEA CON UE
L'Italia nei giorni scorsi, con il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha assunto una posizione molto ferma in difesa del tonno rosso. La pesca industriale del tonno rosso, secondo il dicastero italiano, ha causato una fortissima riduzione degli esemplari di questa specie. È necessario un intervento incisivo per evitare la pesca indiscriminata anche nel Mediterraneo. Le nuove tecniche di pesca intensiva, estranee alle tradizioni della nostra marineria hanno infranto un secolare equilibrio che aveva consentito di non intaccare l'entità numerica di questa specie. Oggi il tonno rosso è a rischio e non si può più attendere. Per questa ragione il ministero dell'Ambiente ha deciso di sostenere l'inserimento del Tonno rosso nell'appendice 1 Cites, con il conseguente divieto di commercio. Si sbloccherà così in sede europea la situazione di minoranza di blocco che impediva l'intervento a tutela della specie. La posizione del nostro ministro va bel oltre la moratoria temporanea proposta recentemente dal sottosegretario alle politiche agricole Antonio Buonfiglio per la pesca del tonno rosso con rete a circuizione per il 2010 e che avrebbe dovuto interessare 49 imbarcazioni per poco più di 1.500 tonnellate di quota/tonno. Una proposta accolta, anche se non con grande entusiasmo, dalle organizzazioni di categoria dei pescatori che vedevano questa misura come una formula auspicabile per evitare proprio l'inserimento del tonno rosso nella Cites. Ma l'Italia ha scelto di uniformarsi alle richieste presentate da alcuni europarlmentari a nome della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, e che chiede alla Commissione e agli Stati membri di ricorrere al principio precauzionale quale principio guida di tutte le loro decisioni concernenti documenti di lavoro e proposte di inserimento negli elenchi e di tenere conto altresì del principio chi usa paga, dell'approccio incentrato sull'ecosistema e dei principi tradizionali di conservazione. Anche l'Italia dunque si allinea per l'inclusione nell' appendice I, proposta dal Principato di Monaco, del tonno rosso (Thunnus thynnus). Si tratta di una misura che apre le porte ad altre restrizioni, come la proposta, avanzata dalla Svezia a nome degli Stati membri, di inserire nello stesso allegato le due specie di squalo smeriglio atlantico (Lamnanasus) e spinarolo (Squalus acanthias); di cinque specie di squalo: pesce martello (Sphyrna lewini), pesce martello maggiore (Sphyrna mokarran), squalo martello (Sphyrna zygaena), squalo grigio (Carcharhinus plumbeus) e squalo bruno (Carcharhinus obscurus); dello squalo longimano (Carcharhinus longimanus).
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