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Sopravvivenza: se ci si perde, cosa fare, come salvarsi, come comportarsi -

28-09-2017
Mondo Escursionismo
Italy > Lazio > Roma (RM)

Regole generali su come comportarsi

Nella maggior parte dei casi ci si perde per questioni di disorganizzazione (l’idea di base dovrebbe difatti essere: prevenire piuttosto che curare). In luoghi “ostili” e/o lontani dalla civiltà è quindi sempre meglio fare in modo che:

Tutti siano puntuali ai ritrovi (se ci si allontana dal gruppo: avvisare sempre).

Ciascun componente del gruppo abbia qualcuno da sorvegliare. Senza esperienza non ci si trovi ad affrontare soli zone impervie. Se si viaggia in luoghi sconosciuti è sempre buona norma munirsi di bussola e kit di sopravvivenza. Il nostro occhio evidenzi dei riferimenti, magari lasciando dei segni riconoscibili (bastoni piantati, ecc.).

Vediamo ora cosa fare e cosa non fare mai in caso di smarrimento:

Se si è in gruppo è sempre meglio rimanere uniti, mai separarsi. Mai disperarsi, è controproducente: serve sempre una mente lucida per potersi salvare (se possibile infondere fiducia nei compagni scoraggiati). In zone fredde mantenersi sempre coperti e “caldi” (il movimento genera calore). Se possibile indossare qualcosa di visibile e chiaro, che attiri l’attenzione anche a distanza. Non mangiare/toccare niente di cui non si è più che certi. Stare a debita distanza da pericoli quali: corsi d’acqua (torrenti, laghi, ecc.), dirupi, terreni non stabili e animali.

 

Se c’è speranza che i soccorsi ci trovino in tempi ragionevoli

 Sopravvivere in questo caso equivale a rimanere caldi ed asciutti mentre si aspettano i soccorsi: 

Per prima cosa, appena ci accorgiamo di esserci dispersi, proviamo a chiamare e urlare con tutte le nostre forze (se ciò non dovesse avere esito positivo entro 10-15 minuti, smettiamo immediatamente e sediamoci per recuperare le energie). Stare in un posto fisso ed evitare di allontanarsi (i soccorsi e gli ultimi che ci hanno visti saranno facilitati nel ritrovarci). Trovare un posto sicuro e comodo per aspettare, l’attesa non ci spaventa (niente luoghi nascosti, meglio anzi optare per aree che garantiscano visuale, sicurezza e un riparo). In assenza di aree sicure approntare un riparo temporaneo.

 

Se siamo certi che nessuno ci troverà

 Memorizzare dei punti di riferimento il più possibile stabili (aiutandosi a memorizzare con la fantasia e/o lasciando segni).

Prendere una direzione (preferibilmente quella da cui siamo venuti e/o quella che ci sembra più corta) e seguirla senza cambiare mai (se ci si trova ad esempio in un bosco, seguendo questo metodo prima o poi se ne uscirà); in montagna ad esempio cercare di scendere a valle (in aree non ripide, dalle quali sia possibile fare eventualmente “retromarcia”). Orientarsi con i punti cardinali. Proseguire su sentieri e/o luoghi in cui troviamo segni di civiltà (oggetti, asfalto, luoghi abitati, ecc.). Mantenere un passo regolare: “lungo e ben disteso”. Di tanto in tanto riposarsi approfittando ad esempio della pausa per lasciare qualche segno che resista alle intemperie (una freccia, una scritta, ecc.). Mantenere un conteggio del tempo e dello spazio percorso (es. contando i passi e i movimenti del sole).