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02/05/2010
Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Adelasia: proposto un piano di gestione
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di Associazione Italiana Wilderness
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In seguito all'approvazione della Riserva Naturale Regionale dell'Adelasia l'Associazione Italiana per la Wilderness ed il Comitato per la salvaguardia dell'ambiente naturale delle Valli Bormida hanno presentato all'Ufficio Parchi della Provincia, all'Assessore Provinciale Paolo Marson ed all'Assessorato all'Ambiente del Comune di Cairo Montenotte una loro proposta di Piano di Gestione. Il Piano di Gestione proposto prevede l'ampliamento della primitiva Riserva Naturalistica per un totale di 740 ettari, la quale dovrebbe preservarsi in forma integrale con un assoluto divieto di caccia ma anche di ogni forma di intervento sullo stato dei boschi, da lasciare al libero sviluppo. Nell'ambito della proprietà regionale, che è di circa 1.270 ettari, è prevista la designazione di 5 Aree Wilderness, alcune delle quali a cavallo della parte a riserva integrale e parte all'esterno, nel cui ambito di queste ultime possa consentirsi anche una certa attività venatoria (cinghiale, beccaccia, capriolo ed eventualmente migratoria da appostamenti fissi), nonché la raccolta dei funghi ed anche limitati interventi sulla componente forestale. Su alcuni settori marginali è inoltre prevista la possibilità di operazioni ricostitutive della struttura forestale. Il Piano propone inoltre che un vincolo urbanistico sia posto a difesa della zona di fondovalle del Rio Ferranietta, onde evitare che eventuali malaugurati sviluppi possano danneggiare l'attuale aspetto rurale della zona. La gestione della Riserva dovrebbe prevedere inoltre il mantenimento delle zone prative, nonché il ripristino di alcune di esse in alcuni casi di errati rimboschimenti con specie estranee alla flora locale, ed il ripopolamento faunistico con la reintroduzione di specie estinte o rarefattesi.
Per quanto riguarda le attività turistiche compatibili, oltre ad una sentieristica pedonale sono anche previsti tracciati per mountain bike per una lunghezza complessiva di circa 30 chilometri e per l'equitazione (da limitarsi però agli itinerari più idonei). Assolutamente proibita dovrà essere ogni iniziativa agonistica e l'accesso con mezzi motorizzati lungo le strade e piste oggi percorribili. Due zone dovrebbero essere adibite ad aree turistico-ricreative: una pubblica, attorno alla Cascina Miera (la quale dovrebbe diventare il centro direzionale della Riserva Naturalistica), ed una privata al laghetto di Ferrania ed alle sue zone circostanti. Inoltre una certa attività ricettiva potrà anche operarsi nelle varie cascine oggi divenute private.
In definitiva, quanto proposto nel Piano di Gestione dovrebbe soddisfare tutte le esigenze sociali, da quelle prettamente conservazionistiche e di tutela della biodiversità (che sono poi lo scopo primario della Riserva Naturalistica, anche nel rispetto della direttive dell'Unione Europea che ha inserito questa zona nella rete "Bioitaly") a quelle turistico-ricreative a quelle venatorie (le quali avrebbero anche una funzione di controllo sulle componenti faunistiche, specie dei cinghiali e dei caprioli).
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