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27/04/2010
Il monte Caira - Gole del Melfa: l’ultimo polmone “selvaggio” a rischio
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di FRANCO ZUNINO
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La zona del Monte Caira,Gole del Melfa, si estende nella zona limitrofa a Frosinone. Non è solo una delle ultime grandi aree selvagge rimasta nell’Italia centrale: è anche una di quelle più scenografiche, se non altro per le Gole del Fiume Melfa. Uno scenario, quello sopra descritto, che non ha eguali e che racchiude una serie di valori naturalistici incomparabili. Da sempre il complesso è stato segnalato per la sua importanza naturalistica, biogeografica e, oggi, di biodiversità; un polmone “selvaggio” che è strategicamente ubicato a mezza strada tra le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo e quelle dei Monti Ausoni ed Aurunci. Ma, soprattutto, il Monte Caira – Gole del Melfa è una delle più vaste aree selvagge rimaste in centro Italia; un’area però che col passare degli anni è stata, e continua ad essere, sempre più intaccata da nuove opere stradali che ne riducono proprio quella dimensione spaziale che è la sua maggiore prerogativa.
L’idea è sempre stata quella di farne un Parco Naturale Regionale: da parte dei naturalisti per preservare le sue prerogative naturalistiche; da parte degli uomini politici per avere un altro carrozzone da amministrare con fondi pubblici.
Per dirimere questa ormai annosa quaestione, nel 1995 l’Associazione Italiana per la Wilderness propose di fare del Monte Caira – Gole del Melfa un complesso di Aree Wilderness, aree che tutelino seriamente il territorio, ma che lascino la loro gestione ai Comuni e consentano agli abitanti locali un continuo utilizzo delle risorse naturali rinnovabili nei limiti delle leggi esistenti. Una proposta che da allora almeno due Comuni hanno adottato: Roccasecca ed Arpino. Il primo, designando quelli che possono considerarsi i primi abbozzi delle auspicabili future Aree Wilderness, quella definita Monte Caira – Gole del Melfa, designata nel 1996, comprendente lo sperone del Monte S. Eustasio per circa 130 ettari, e quella dell’Eremo dello Spirito Santo, designata nel 1998 su 135 ettari. In pratica tutelando così quella che è la porta d’ingresso da sud delle famose gole. Poi, nel dicembre del 1998, fu il Comune di Arpino a tutelare il settore di sua competenza, designando in Area Wilderness Gole del Melfa tutte le pendici attorno al Monte Ricco, per circa 250 ettari, ed il settore tra la strada “Il Tracciolino” ed il corso del Fiume Melfa, per una lunghezza di 4,5 Km ed un’estensione di circa 25 ettari, da considerasi anch’esso appartenente all’Area Wilderness Monte Caira - Gole del Melfa. Pietre angolari, quindi, che oggi fanno da apripista alla proposta che l’Associazione Italiana per la Wilderness rilancia a tutte le amministrazione comunali coinvolte.
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