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22/03/2010


Podisti per caso

Cronaca della mezza maratona a Civitavecchia: 21 km di calore umano, sudore e crampi



di Francesca Castro - www.francescacastro.it
 

Sta scendendo la sera su una domenica piovosa di Novembre. Ma per me questo non è affatto un giorno uggioso d'autunno. Per me questo è il giorno della mia prima Mezza Maratona.


Il popolo dei podisti è un incontro relativamente recente. Poca conoscenza dello sport fino a qualche anno fa, e soprattutto poca, pochissima dimestichezza con lo spirito sportivo.  Due anni fa, un consiglio, qualche incontro, il primo approccio con un paio di Saucony. E la scoperta che al mattino la città si lucida e respira, prima dell'alba, e si fa vivere e correre molto più generosamente di quanto non faccia nelle ore diurne sulle quattro ruote. E anche io sono più generosa con me stessa, di prima mattina. Ma l'entusiasmo può essere un cattivo consigliere, se non si accompagna all'esperienza. E' evidente, io di esperienza non ne ho. Ma Pino si, e ha pazienza, generosità e costanza. E sei mesi fa mi ha fatto una promessa: "Se fai come ti dico a Novembre fai la mezza di Civitavecchia". Una promessa che oggi abbiamo mantenuto: guidata dai suoi consigli non c'è stato caldo estivo o pioggia autunnale che mi abbia spaventato. Ieri le previsioni del tempo erano pessime. Allora stamattina guardo il cielo e vedo, dico "ok faccio i primi 5 km e poi vedo", ma quei 5 diventano 7 e c'è un paesaggio così surreale, la strada bagnata che sembra un film, e la centrale a carbone come una copertina di un cd dei Pink Floyd, con il mare agitato splendido nel suo azzurro artificiale sotto alle turbine di raffreddamento della centrale... che posso dire, a me sembrava tutto bellissimo e la runner sconosciuta accanto a me mi sorrideva nella sua maglietta blu. "Tutto bene" ci siamo dette, e siamo andate avanti. La solidarietà e l'incoraggiamento nella fatica della gara è uno dei doni preziosi della podistica. Anche durante la Tagliacozzo, buona parte del percorso l'ho coperto con una gentile famigliola di podisti che mi ha adottato in un momento di ESTREMA difficoltà. Calore umano, sudore e crampi. E si va. Devo dire che questo clima di "grazia" mi ha accompagnato fino al 17° km. Io lo sapevo che tra il 17° e il 19° km, come si dice a Roma, "vedo i mostri". Sono i peggiori. Ma trovarmi sull'Aurelia con le automobili affaccendate che ti annaffiano passando sulle pozzanghere, con la pioggia che iniziava a scendere torrenziale e il vento gelido dietro la schiena... acqua da sopra, acqua di lato, acqua da sotto e le scarpe zuppe che diventano pesanti... devi pensare a fare un passo per volta, e che non può durare a lungo, e non devi assolutamente pensare a quanto manca! E' vero che 17 km sono tanti, ma se pensi che te ne mancano ancora 4 ti senti sfinita. Conta solo mettere un piede avanti, poi un altro e pensare a...nulla! Ma quando arrivi al 19° km, lì ti mancano solo 2 km! E' tutta un'altra cosa: lì potevano pure tirarmi le secchiate d'acqua, a quel punto non sentivo più niente..Improvvisamente, tutto era leggero. In particolare le mie gambe. Io ho fatto 21 km e sono arrivata, felice, stordita, avevo freddo alle mani, non capivo cosa mi dicevano ma ero alla fine dei 21 km, era successa una cosa che non avrei mai immaginato e la mia mente tra le voci che avevo intorno era un'astronave che tornava bruscamente sulla terra senza accorgersi di quanto era andata lontano... e con la voglia di ripetere il viaggio!


Tutte le info sulla prossima maratona su www.podisticasolidarieta.it

 
   


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