07/03/2010
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Santiago del Cile: 7 minuti di morte e distruzione
Lo scorso 27 febbraio un terremoto di magnitudo 8,8 ha scosso la terra: l'epicentro era a Conception,vicino Santiago del Cile. Da ĺ, dopo giorni di isolamento, un sopravvissuto racconta alla redazione di Escursionismo. it quel che resta del suo paese. Un luogo da 14 milioni di ettari, con 32 parchi nazionali, 48 riserve e 15 monumenti naturali
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Dopo 5 giorni dalla prima violenta scossa, la situazione resta grave soprattutto nelle regioni a sud dove, oltre al terremoto, si e'aggiunto anche uno tsunami un quarto d'ora dopo. Le notizie corrono veloci anche se le vie di comunicazione sono quasi interrotte: la corrente e l'elettricità vanno e vengono. Ma sappiamo che soprattutto lì è difficile affrontare il - dopo terremoto-. Mancano acqua, e luce e viveri. E la gente in preda alla paura di morire di fame per questo sono iniziate quasi immediatamente razzie nei supermercati, cose che la polizia ha ovviamente lasciato fare. Ad essere onesti, fino in fondo, c'è anche chi sta approfittando della situazione e si rubano. Tanto. E di tutto: computer, televisori e tutto quello che si riesce a portar via dai negozi. In questo momento tutti gli sforzi sono concentrati in questa zona. E c'e'il coprifuoco con i militari, ed ora... sembra che stia arrivando pure la pioggia.</p> <p>Ero a casa ed era notte inoltrata. Quando è arrivata la prima scossa. La mia camera è al secondo piano di una casetta proprio a Santiago. All'inizio ho sentito un rumore, veniva da giù, dal cuore della terra. Un rumore strano, incazzato. Sembrava quasi un cane che ringhia. E poi tutto ha iniziato a tremare. Non mi sono allarmato perché qui di scosse di terremoto se ne sentono spesso, durano al massimo dieci secondi. Ma questa era diversa. Perché quando sono arrivato a contare 10 secondi invece che finire come al solito, la terra continuava a tremare. E la casa, il tetto, il pavimento: tutto sembrava stesse per crollare. Per un istante non ho saputo cosa fare e sono uscito lungo il corridoio dove ho visto mio padre, con uno sguardo quasi assente. Ancora non sapeva cosa fare: se uscire fuori. O continuare ad aspettare che la terra si calmasse. Ma è stato un momento, uno sguardo d'intesa, e ci siamo precipitati fuori in giardino. Solo a metà mattina sono terminate le scosse e solo a quel punto siamo rientrati dentro. La paura che ho sentito io e'stata una paura strana, unica e mai provata. Non era panico, piuttosto mi sentivo come immobilizzato. Comunque, nei giorni successivi, trascorsi senza luce ne telefono, abbiamo verificato che non ci fossero danni ingenti alla struttura di casa che ha resistito bene. A Santiago e'caduto il barrio più vecchio mentre gli edifici moderni sono in ottimo stato, come deve essere giacche e'un paese sismico. Ma, appunto, è il sud la zona più colpita anche perché le costruzioni erano più vecchie, e insieme alla furia del mare, è venuto giù tutto. Ma il Cile adesso si rialza... non vi preoccupate.
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