| |

|
22/02/2010
In trekking nel Cilento: viaggio nelle gole del Sammaro e Roscigno
Si possono percorrere migliaia di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare. Ed è quello che ho fatto con il trekking: ho ascoltato il rumore dell'acqua, degli uccelli, della gente e dei luoghi
|
|

|
|
di Vienna Cammarota (guida AIGAE - parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano)
|
|
La camminata Iniziamo il percorso poco distante dalla piazza di Piaggine, dobbiamo raggiungere Roscigno. Ci inoltriamo su una strada asfaltata, passiamo davanti a una scuola ed iniziamo una salita che, se presa lentamente, ci abitua ad una respirazione regolare e senza fatica. Giunti su un'altura scendiamo per circa tre metri e giriamo verso destra nei campi coltivati. Attraversiamo il torrente Ripidi, che poco dopo si unisce al Sammaro fino al Calore. Arriviamo a Sacco e poi, scendiamo alle Gole del Sammaro da dove è possibile vedere Sacco-vecchio.
Il paese Ad appena un'ora di cammino si vede Sacco, cioè, come indica il nome stesso: "senza via di uscita". E' un piccolo paese sotto il massiccio dei Monti Alburni con appena 500 abitanti ma ricco di storia. Da qui sono passati gli Enotri, dal greco "oinos" (vino) che producevano un ottimo vino. Poi sono arrivati i lucani che insegnarono alla popolazione l'allevamento di bestiame, solo successivamente i romani che diedero un impulso all'organizzazione sociale del paese. Lo visitiamo: ha piccole strade e i vecchi portali, arriviamo alla chiesa di San Silvestro (1750 d.c.), scendiamo per dei gradini e aggiriamo la chiesa passando sotto una cupola annerita dal fumo dei camini. Incontriamo "zì Peppe" e ci racconta della sua vita, della famiglia e della storia di Sacco colpito più volte dalla peste nel 1648 dove perse la vita il 60% della popolazione.
Roscigno Lasciamo Sacco e camminiamo attraverso il bosco per un'altra ora prima di raggiungere Roscigno, la nostra meta. Arriviamo silenziosi al statuario dove il custode del museo Roscigno ci racconta di questo antico borgo il cui nome deriva da "roscidus" - rugiadoso - per le sue infiltrazioni di acqua. Ci parla della storia di questo posto immerso nel verde mentre noi seduti ci riposiamo prima di riprendere la strada del ritorno.
|
|
| |
|
|