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08/02/2010


Il lupo perde il pelo...
ma non il vizio

Continuano le contraddizioni sul "ritorno naturale" del lupo in Liguria



di Franco Zunino
 
Non sarà la prova regina, la "pistola fumante", ma certamente è un pesante indizio. Per quanto si vogliano manipolare le notizie, si finisce sempre per scontrarsi con la verità delle cose. Sull'ultimo numero della rivista OASIS è apparso un servizio del professor Alberto Meriggi sul ritorno del lupo in Liguria. Egli fa una breve cronistoria dello sviluppo della popolazione, e pronostica i suoi sviluppi futuri. A corredo dell'articolo appare anche una cartina della sua distribuzione. Nelle parole si dice ben poco, anzi, direi che si ignora il problema della provenienza: il Lupo c'è e tanto basta! Lasciamo che parli la cartografia, la quale non è certamente farina del sacco di Franco Zunino: chiunque abbia esperienza e conoscenza di popolazioni animali sa come le dinamiche espansive delle stesse avvengono; cioè, mai con salti improvvisi come fanno le scintille dei focolai negli incendi boschivi. La crescita è sempre progressiva a partire dai nuclei originari. Se si guarda la cartina apparsa su OASIS, è evidente come i nuclei originari non siano: per una popolazione, l'Appennino centrale o l'Appennino settentrionale in genere, ma una ben precisa zona dell'Appennino Ligure centrale; per l'altra una ben precisa zona delle Alpi occidentali a cavallo del confine francese. Ciò non può che stare a significare che proprio lì sono partiti i focolai delle colonizzazioni. E prove ne sono i dati storici e ben documentati della presenza del lupo nelle due zone. Nel caso dell'Appennino ligure o centrale si risale agli anni '70, quando in Val Borbera fu improvvisamente segnalata la presenza di diversi esemplari, che subito si fecero notare con attacchi al bestiame domestico ed avvistamenti. A quell'epoca sull'Appennino centro meridionale il lupo non arrivava ancora a nord dei Monti Sibillini. Per quanto riguarda il nucleo alpino, le prime segnalazione si fanno risalire agli anni '90 dello stesso secolo. Ecco, a partire da queste date, è cominciata la crescita dei lupi nei due nuclei, crescita che prima o poi li porterà a colonizzare quella zona del savonese dove mai il lupo è transitato, non esiste infatti memoria documentale, né storica nei ricordi della gente. Due nuclei assolutamente non di origine naturale, quindi, bensì da probabili liberazioni: in Francia accertate anche da una inchiesta parlamentare; in Liguria dalla documentazione ancora reperibile negli archivi dei naturalisti.
 
   


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