Siamo partiti la mattina presto, alle 8:05. In 4, sui nostri sci attrezzati di pelli e di attacchi sganciabili. Da Trafoi, poco sopra il paese dove la strada per il passo dello Stelvio è chiusa causa neve. La nostra cima, scelta per l'occasione, è quella di Tuckett, che normalmente si fa come una delle ultime in primavera, quando la neve comincia a sciogliersi velocemente già in tarda mattinata. Ma insieme ad Hans, l'uomo più esperto di montagne che abbia conosciuto, abbiamo comunque deciso per questa meta grazie soprattutto alla neve che in questi giorni è in ottime condizioni. La salita è lunga, quasi 1900 m di dislivello con partenza dalla quota 1594m. La cima Tuckett invece ha una quota di 3462m ed è una cima celebre soprattutto in ricordo della prima Guerra mondiale, perché si trova proprio dove passava il fronte, e ancora oggi si possono vedere tanti resti bellici e costruzioni che risalgono a quella ormai antica Guerra. La prima parte della salita è direttamente sulla bella strada innevata del Passo dello Stelvio, strada molto celebre per ciclisti e motociclisti d'estate. Poi, costeggiata la strada fino al tornante 26 ca. si entra nella valletta sotto il grande ghiacciaio del Monte Tuckett. Una pendice formidabile, di una morbidezza e perfezione unica. Da lì, si segue la fiancata destra della pendice perché meno ripida e pertanto con minor rischio di valanghe. Dalla fiancata, alla cima è tutta una salita. Infine, in 4 ore, si arriva alla cima di Tuckett da cui si vedon tutte le principale cime delle immediate vicinanze: Ortles, Gran Zebrù, Zebrù, Disgrazia, Palù, Piz Buin, Bernina, Mutler e Palla Bianca.
La storia
Per molti secoli il Passo Stelvio è stato un importante punto strategico militare e uno dei collegamenti più brevi fra l'Austria e la Lombardia. Le prime tracce di un sentiero nella zona del Passo risalgono all'età del bronzo (1700 - 1500 a.C.). Il governo austro-ungarico considerava il Passo Stelvio una base strategica importante, per cui nel 1812 commissionò il primo progetto della strada del Passo Stelvio. Nel 1818 fu realizzato un secondo progetto, autorizzato dall'imperatore Francesco Giuseppe I. La direzione dei lavori fu affidata a Carlo Donegani, ingegnere di Brescia. In soli 5 anni, nel 1825, la strada del Passo Stelvio fu costruita ed aperta al traffico.
La strada da Spondigna fino a Bormio è lunga 49,42 chilometri. La prima parte, da Spondigna fino al Passo Stelvio, è lunga 27,45 chilometri, ha 48 tornanti e supera i 1900 m di altitudine. La seconda parte della strada, dal Passo fino a Bormio, ha 34 tornanti ed è lunga 21,97 chilometri che superano i 1500 m d'altitudine. A causa del difficile sottosuolo e dell'altitudine tutte le curve furono concepite come tornanti a 180° (cfr. M.Thöni, "Geschichte einer Passstraße").